Bardana

Nome latino Arctium lappa L.

Nome italiano Bardana

Descrizione:

Una pianta a ciclo di sviluppo biennale, dove la riproduzione avviene tramite gemme poste a livello del terreno.

Il fusto è eretto, pubescente, ramificato e spesso arrossato. Il picciolo è solido (non cavo come in altre specie). Il bordo delle foglie è grossolanamente dentato e ondulato. Le infiorescenze sono riunite in corimbi mentre i fiori sono tutti del tipo tubuloso. Il frutto è un achenio di 6-7 millimetri. Il colore è bruno-grigio chiazzato di scuro.

Condizioni di crescita e habitat:

Distribuzione: in Italia è abbastanza comune in tutta la penisola (anche se in certe zone è considerata rara), ma è assente in Sicilia. Nelle Alpi (sia versante italiano che oltre confine) è ovunque presente. Sui rilevi europei manca nelle Alpi Dinariche. Nell’America del Nord è considerata specie introdotta. È presente anche in Asia sia temperata che subtropicale.Habitat: il suo habitat naturale è rappresentato dai prati incolti ma anche dalle aree antropizzate (lungo le siepi) e dai boschi. La specie è nitrofila. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH neutro, alti valori nutrizionali del terreno che deve essere mediamente umido.Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 1100 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali : montano e quello collinare (oltre a quello planiziale – a livello del mare).

Usi culinari e proprietà fitoterapiche:

Per utilizzi alimentari si usano (le parti commestibili) le foglie, le radici e i semi. In Oriente ( in Giappone, dove è molto popolare, è chiamato gobo) c'è una ricca tradizione culinaria. I gambi possono essere consumati crudi in insalata, non prima di essere privati della corteccia e solo se prelevati da una pianta giovane). La bardana è tra le erbe alimurgiche

Storia e tradizioni:

La medicina popolare fin dall'antichità la indica per i più svariati utilizzi dalla cura della sterilità per la "foeminam quae non posset infantare" ,contravveleno per i morsi dei serpenti, ma la proprietà più generalmente riconosciuta è quella depurativa e contro le malattie della pelle quali acne, sfoghi, infiammazioni cutanee; questo utilizzo è confermato anche dalla medicina cinese che ne fa largo consumo. Le parti usate sono le foglie fresche, raccolte in primavera da una pianta di un anno e ridotte in succo, e le radici raccolte durante il riposo autunnale.

I semi invece sono usati nella medicina popolare americana: un decotto viene usato contro la gotta. Sembra che rinforzi il sistema immunitario grazie ai polisaccaridi che contiene, inoltre è un antibiotico naturale grazie ai poliacetileni e agli acidi fenolici.

I principi amari ed il lignano arctigenina sono risultati citotossici in vitro verso alcune linee tumorali.

Bibliografia e Sitografia:

Acta plantarum, wikipedia.