Nome latino Silybum marianum (L.) GAERTN
Nome italiano Cardo di S. Maria
Descrizione:
È una pianta con portamento vigoroso, che nel primo anno forma una rosetta basale di foglie e nel secondo anno lo scapo fiorale alto fino ad oltre 150 cm. La forma biologica è emicriptofita biennale (H bienn). L'intera pianta è glabra e spinosa. Lo scapo è robusto, striato e ramificato, con rami eretti; in alto può essere nudo o ragnateloso. La radice è robusta e fittonante, capace di dissodare naturalmente i terreni compatti.
Condizioni di crescita e habitat:
Distribuzione: questa specie è distribuita comunemente in tutte le regioni del Mediterraneo dal livello del mare fino alla zona submontana. Più rara al nord, diventa più frequente passando al centro, al sud e nelle isole fino a diventare invadente.: l'habitat preferito per queste piante sono i ruderi, lungo le strade, le siepi e negli incolti. altitudinale: sui rilievi, in Italia, queste piante si possono trovare fino a 1.100 m s.l.m.
Usi culinari e proprietà fitoterapiche:
Il cardo mariano è una pianta officinale, usata per il trattamento delle affezioni a carico del fegato. Per le sue proprietà è usato anche come ingrediente nella preparazione di liquori d'erbe.
Storia e tradizioni:
Un'antica tradizione cristiana, vuole che il nome "mariano" derivi da piccole striature bianche sulle foglie della pianta, che dovrebbero rappresentare il latte di Maria Vergine, perso durante l'allattamento presso un riparo in una vegetazione di cardi, nel periodo di fuga in Egitto con Giuseppe e Gesù bambino.
Bibliografia e Sitografia:
Acta plantarum, wikipedia.