Elicriso d’Italia

Nome latino Helicrysum italicum (Roth) G.Don

Nome italiano Elicriso d’Italia

Descrizione:

Pianta perenne, ramificata fin dalla base, forma cespugli che raggiungono solitamente una altezza di 40-50cm. Caratterizzata da un colore grigio biancastro del fogliame ricoperto da una fitta presenza di peli che ricopre l’intera superficie.

Condizioni di crescita e habitat:

L’habitat preferito per queste piante sono le garighe, i prati aridi, i brecciai, le fiumare e le colate laviche. Il substrato preferito è calcareo ma anche siliceo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere arido. Sui rilievi alpini, in Italia, queste piante si possono trovare fino a 800 m s.l.m.

Usi culinari e proprietà fitoterapiche:

L'elicriso come pianta officinale era già conosciuto e apprezzato in epoca greco-romana e nel medioevo. In epoca recente non solo sono state confermate le virtù già note ma se ne sono scoperte altre, per merito inizialmente di un medico condotto toscano, Leonardo Santini. La droga è costituita dalla pianta fiorita, che ha odore caratteristico molto aromatico. Essa contiene un olio essenziale, acido caffeico, acido ursolico, resine, mucillagini e sostanze coloranti che nell'insieme prendono il nome di elicrisina. I diversi preparati a base di elicriso (estratto fluido, sciroppo, aerosol, tisane) possono trovare impiego nelle malattie dell’apparato respiratorio, nelle malattie reumatiche e allergiche, nelle malattie epatiche, nelle flebiti, nelle cefalee e perfino nelle ustioni e per curare i geloni.

Storia e tradizioni:

Il suo nome e il suo colore impressionarono i popoli antichi al punto da dedicare questa pianta al sole e con i suoi fiori intrecciati ricavavano collane che adornavano le statue di Apollo e di Minerva. Si dice che il suo intenso profumo permetteva a Napoleone di riconoscere, l’odore del suolo natio, anche quando si trovava in mare e ancora fuori dalla vista della Corsica, dove questi sono particolarmente abbondanti e profumati.

Bibliografia e Sitografia:

Acta plantarum , wikipedia.