Nome latino Fragaria vesca L. subsp. vesca
Nome italiano Fragola di bosco
Descrizione:
Pianta perenne, erbacea, rizoma obliquo e ramificato, fusti esili, brevi e debolmente lignificati portanti le foglie in rosetta. Altezza 5÷20 cm.
Le foglie erette, con lungo picciolo pubescente, sono ovali, sessili, hanno lembo trifogliato e sono munite di un aculeo terminale rossastro, la fogliolina centrale ha un breve picciolo; la pagina superiore è verde scuro, quella inferiore biancastra, sparsamente pubescente, soprattutto sui nervi. Caratterizzata da stoloni aerei che raramente radicano.
I frutti sono acheni neri e piccoli, sparsi sul ricettacolo rigonfio, carnoso, ovale e rosso, facilmente staccabili dal calice. L'insieme forma la fragola.
Condizioni di crescita e habitat:
Predilige le radure di montagna, faggete e pinete, le siepi, da 200÷1.900 m, anche se raramente può svilupparsi sino a 2.400 m s.l.m.
Usi culinari e proprietà fitoterapiche:
Le fragole, le cui radici e foglie contengono tannini, sono sempre state fonte di rimedi casalinghi.
Erba rinfrescante, astringente, tonica, leggermente diuretica e lassativa, ad azione benefica sulla digestione e per la pelle.
Le parti utilizzate: frutti, foglie e radici contengono tannino, flavonidi e vitamina C, B1 B2, fosforo, sali minerali, sodio ferro e calcio.
I frutti fanno aumentare la riserva alcalina sono ottimi dissetanti, rinfrescanti, diuretici e depurativi, sono ricchi di sali minerali.
Le tisane di foglie giovani sono leggermente purgative e diuretiche e sono indicate nella cura delle malattie renali. I frutti maturi possono essere utilizzati nella cura della gotta.
Il succo del frutto, per uso esterno, è indicato in caso di scottature solari, macchie della pelle e denti opachi.
La polpa dei frutti è un rimedio efficace nella prevenzione delle rughe rende la pelle del viso morbida, vellutata ed elastica.
Il rizoma ha proprietà depurative e diuretiche che possono essere sfruttate dai gottosi, dagli artritici, dai reumatici e da coloro che sono affetti da sciatica e calcoli, è inoltre un buon astringente gengivale.
Le foglie tritate possono essere applicate sugli ascessi purulenti.
Il decotto stimola l'appetito, aumenta la diuresi, depura l'organismo dagli acidi urici, ottimo anche per gargarismi nelle infiammazioni del cavo orale e della gola.
Le tisane di fragola sono una bevanda sostitutiva del thè.
Le fragole sono un frutto ipocalorico, forniscono 27 calorie per 100 g, ma attenzione a non esagerare, perché in soggetti predisposti possono provocare fenomeni di allergia e pruriti, specialmente se si consumano frutti non completamente maturi.
Oltre a essere consumate fresche, sono utilizzate anche per la preparazione di creme, confetture, gelati, marmellate, liquori, sciroppi, vino, sorbetti, succhi, gelatine, il loro utilizzo in cucina è praticamente infinito: risotti, frittate, minestre, salse per accompagnare la selvaggina etc.
Storia e tradizioni:
La fragola di bosco è citata già nella Bibbia, nei poemi, nelle favole mitologiche e nei più antichi trattati di medicina e botanica, viene elogiata da molte fonti: Virgilio la chiama "nascentia fragra", avvertendo però i golosi di raccoglierla guardandosi dai serpenti; Plinio la descrive come un prezioso frutto del bosco da amare ed apprezzare.
Sulle tavole dell'antica Roma questo frutto compariva per le feste in onore di Adone, alla morte del quale, vuole la leggenda, Venere pianse lacrime che, giunte a terra, si trasformarono in rosse fragole.
Nel Medioevo, fu definita "frutto cuore" perché la sua forma riusciva a placare le passioni d'amore; negli scritti di quel tempo invece veniva sempre associata alle sofferenze di Cristo e dei martiri, secondo alcuni, ciò sarebbe da ricercare nel colore rosso del frutto che ricorda il sangue.
Nel Rinascimento, ad introdurre in Francia le prime grosse fragole fu Frézier, (dalle quali poi quelle coltivate) al ritorno da una missione in America, le presentò a Luigi XIV, il re Sole, il quale avendo una vera predilezione per questa delizia, le fece coltivare nei giardini di Versailles.
Nella tradizione popolare, si riteneva che la fragola avesse virtù magiche, in particolare per evitare il morso dei serpenti, si dovevano raccogliere le foglie il 24 giugno (magica notte di S. Giovanni), farle essiccare e confezionare con esse una cintura. Nessuna serpe avrebbe osato avvicinare chiunque indossava la cintura.
Shakespeare scriveva: “La fragola, che cresce sotto l'ortica, rappresenta l'eccezione più bella alla regola, poiché innocenza e fragranza sono i suoi nomi", ne era golosissimo e la definiva "cibo da fate".
Linneo, fondatore della moderna botanica nel XVIII° sec., la definì "bene di Dio", affermando che era un incomparabile rimedio contro la gotta.
Nel linguaggio dei fiori significa stima e amore, sentimento a cui facevano riferimento le fragole ricamate sul fazzoletto che Otello regalò a Desdemona e che le costò la vita.
Bibliografia e Sitografia:
https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=2625