Nome latino Helianthus tuberosus L.
Nome italiano Girasole del Canada, Topinambur, Elianto tuberoso, Cartufule (Friuli), Cartufule todesche (Friuli, Carnia), Carciofo di Gerusalemme.
Descrizione:
È un'erbacea perenne con il fusto che può superare 3 m di altezza. La forma biologica della specie è neofita bulbosa Si tratta di piante perenni erbacee che portano le gemme in posizione sotterranea. Durante la stagione avversa non presentano organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei chiamati tuberi, organi di riserva che annualmente producono nuovi fusti, foglie e fiori. Altri autori definiscono la forma biologica come neofita rizomatosa
Condizioni di crescita e habitat:
Habitat: è una pianta molto vitale, quasi infestante, che predilige terreni umidi e conquista spazi vicini a corsi d'acqua; si trova anche nei popolamenti a felci. Il substrato preferito è sia calcareo sia siliceo con pH neutro, con alti valori nutrizionali, mediamente umido. Distribuzione altitudinale: sui rilievi si può trovare fino a 800 m s.l.m.; frequenta quindi i piani vegetazionali collinare e planiziale – a livello del mare.
Usi culinari e proprietà fitoterapiche:
I tuberi di topinambur si prendono in inverno, sono molto nutrienti e la loro cottura è simile a quella delle patate. Possono essere consumati anche crudi con sale e pepe. Nella cucina piemontese sono tipici con la bagnacauda, con la fonduta o anche trifolati, mentre in quella siciliana trovano un uso sporadico nella farcitura di focacce. Grazie al contenuto di inulina è una pianta molto indicata nella dieta di persone diabetiche in quanto l'inulina funziona come riserva di carboidrati (in sostituzione all'amido) indipendentemente dall'insulina. L'inulina è costituita da una catena di molecole di fruttosio terminanti con glucosio. A seconda della stagione della raccolta, varia la lunghezza delle molecole di inulina e quindi la loro solubilità. Il topinambur passa per lo stomaco e il primo tratto dell'intestino senza venire digerito; solamente nell'ultimo tratto dell'intestino sono presenti bifidobatteri e lactobacilli in grado di rompere le lunghe molecole dell'Helianthus tuberosus, il cui carattere fibroso ha un effetto molto positivo sulla flora batterica. Il tubero è ricco di minerali, in particolare potassio, magnesio, fosforo, ferro, selenio e zinco. È da sempre famoso per ridurre il colesterolo e per stabilizzare la concentrazione del glucosio e dell’acido urico.
Storia e tradizioni:
Il suo nome scientifico deriva da due termini greci "Helios"(sole) e "Anthos" (fiore) che descrivono il colore acceso dei petali gialli, mentre l'epiteto specifico "tuberosus", si riferisce alla parte ipogea. La pianta prende il nome popolare di Topinambur, fin dal 1613, quando venne presentata alla corte francese, che casualmente nello stesso giorno ospitò anche una tribù di danzatori brasiliani, chiamati appunto 'Topinamba'..... e forse per un bizzarro gioco di parole il tubero prese proprio il loro nome!
Bibliografia e Sitografia:
Acta plantarum , wikipedia,