Melissa

Nome latino Melissa officinalis L.

Nome italiano Melissa

Descrizione:

Pianta perenne, erbacea, dal gradevole odore di limone, con breve rizoma, fusti eretti. Altezza 30÷80 cm.

Le foglie sono picciolate, opposte, di colore verde-giallastro, con lamina ovata, le inferiori spesso cuoriformi.

I fiori su brevi peduncoli sono raccolti in glomeruli radi.

Il frutto è un tetrachenio contenente 4 piccoli acheni bruno-scure di 1,6-2 x 0,8-1 mm.

Condizioni di crescita e habitat:

Cresce in luoghi incolti, asciutti, soleggiati, presso le case, i ruderi e le coltivazioni inselvatichite, tra 0 e 1.000 m s.l.m.

Usi culinari e proprietà fitoterapiche:

Specie commestibile officinale.

Erba aromatica, rinfrescante, sedativa, antipiretica, digestiva; rilassa gli spasmi e i vasi sanguigni periferici, inibisce l'attività della tiroide. Ha azione antivirale, antibatterica e insettifuga.

Per uso interno contro disturbi di origine nervosa: stress, depressione insonnia, tensione nervosa premestruale; digestione difficile associata a tensione nervosa, eccitabilità, mal di testa di origine nervosa, palpitazioni.

I principali costituenti sono: olio essenziale contenente geraniale, citronella, linalolo, geraniolo, eugenolo; glucosidi, acidi triterpenici, derivati dell'acido caffeico, flavonoidi.

Utile nello stimolare l'appetito e in caso di indigestioni, per espellere gli eccessivi gas intestinali.

Famosi erano lo "spirito di melissa" e "l'acqua di melissa" dei Carmelitani scalzi, preparati, il primo alcolico e il secondo analcolico, impiegati come calmanti, digestivi, per combatte le nausee, vomito e il mal di mare.

Per uso esterno contro herpes, piaghe, gotta, punture d'insetti, per dolori reumatici e nevralgie, anche come insettifugo.

In Germania dove la fitoterapia è più diffusa, l'estratto di Melissa entra nella composizione di unguenti per il trattamento dell'herpes labiale e genitale.

In aromaterapia l'olio è impiegato come rilassante, rinvigorente.

Le foglie essiccate si aggiungono ai pot-pourri e ai sacchettini profumati.

Storia e tradizioni:

La Melissa è coltivata da oltre 2000 anni come pianta mellifera: il nome del genere, infatti, deriva dal termine greco che designa l’ape.

Il medico dell’antica Grecia Dioscoride applicava le foglie di Melissa sulle ferite cutanee.

Il naturalista romano Plinio il Vecchio, la raccomandava per arrestare le emorragie.

Nel X secolo i medici arabi consigliavano la Melissa per le sindromi nervose ed ansiose.

Il medico arabo Avicenna, nel XI secolo scriveva: “la melissa dispone la mente e il cuore all’allegria”.

Paracelso chiamava la Melissa "elisir di lunga vita".

L’Europa medioevale adottò l’impiego arabo della Melissa come rimedio contro l’ansia; “l’Eau de Melisse” divenne così popolare come tranquillante e sedativo da indurre Carlo Magno a ordinare che la pianta fosse coltivata in tutti gli orti officinali del suo regno, per assicurarsene una produzione adeguata.

Nei monasteri benedettini si dedicava particolare attenzione alla coltivazione di erbe e piante medicinali; un'area all'interno delle mura del monastero, era sempre riservata come "orto dei semplici". Le erbe coltivate erano utilizzate per preparare tinture, unguenti, tisane, ma anche per la preparazione di bevande, liquori, molti dei quali ancor oggi conosciuti. La Melissa entra nella composizione di più d'uno di questi famosi liquori, lo "Chartreuse" o "Elisir di lunga vita " prodotto dal monaco benedettino Dom Bernardino Vincelli nel 1510 e il "Cusenier" dell'Abate di Montbenoit risalente al 1637. Ogni bottiglia di Bénédictine, prodotto ancor oggi, ha la sigla DOM sull'etichetta: Deo Optimo Maximo.

Bibliografia e Sitografia:

https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=6143