Nome latino Piper longum L.
Nome italiano Pepe lungo
Famiglia Poperovke
Descrizione:
Piper longum è una pianta rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Piperaceae. Presenta fusti legnosi, foglie a forma di cuore e piccoli fiori disposti in spighe cilindriche simili a code di gatto. I frutti sono cilindrici, lunghi 2–4 cm, costituiti da numerose bacche carnose fuse insieme. Il sapore è pungente e speziato, ma al tempo stesso leggermente dolce e aromatico, con note che ricordano cannella, noce moscata e cardamomo.
Condizioni di crescita e habitat:
Cresce nelle zone tropicali e subtropicali dell’Asia meridionale, in particolare in India, Nepal, Sri Lanka e Indonesia. Predilige un clima caldo e umido, terreni leggeri e ben drenati e posizioni in mezz’ombra. In natura si sviluppa in habitat forestali, arrampicandosi su alberi e arbusti.
Usi culinari e proprietà fitoterapiche:
Cucina: Il pepe lungo è utilizzato come spezia in piatti di carne, salse, marinate, curry e sottaceti. Il suo gusto ricorda quello del pepe nero (Piper nigrum), ma con un profilo più complesso e aromatico. È molto usato nelle cucine indiana e indonesiana.
Fitoterapia: Nella medicina ayurvedica il pippali è considerato un rimedio prezioso. Viene impiegato per migliorare la digestione, stimolare l’appetito, sostenere il sistema respiratorio (tosse, bronchite, asma) e come ingrediente in preparati tradizionali come il trikatu. Ha proprietà riscaldanti, antimicrobiche e antinfiammatorie.
Storia e tradizioni:
Il pepe lungo è stato una delle prime varietà di pepe conosciute in Europa antica. Era già apprezzato dai Greci e dai Romani, che lo consideravano una spezia rara e costosa, più del pepe nero. Nel Medioevo ebbe un ruolo importante nei commerci tra l’India e l’Europa, ma fu progressivamente sostituito dal pepe nero, più economico e facilmente reperibile. Oggi è rimasto fondamentale nella medicina ayurvedica ed è riscoperto nella cucina moderna come spezia esotica e ricercata.
Bibliografia e Sitografia:
Fonti proprie e wikipedia