Pratolina comune

Nome latino Bellis perennis L

Nome italiano Pratolina comune

Descrizione:

Pianta perenne, erbacea, rizomatosa, a crescita lenta, con fusti semplici da 5÷15 cm di altezza.

Le foglie tutte inserite sul rizoma, formano una rosetta basale. I fiori sono capolini solitari apicali. I fiori periferici sono ligulati, bianchi, spesso sfumati di rosa carico o addirittura rosso purpureo esternamente; il disco comprende fiori ermafroditi, tubulosi, di colore giallo. I fiori periferici si inclinano e chiudono durante la notte e con il tempo nuvoloso e si riaprono la mattina e quando riappare il sole.

I frutti sono piccoli acheni di forma ovale.

Condizioni di crescita e habitat:

Presente e molto comune in tutto il territorio, isole comprese. I fiori della pratolina sopportano senza danno, temperature molto rigide, in condizioni di aria secca anche sino -15 gradi.

La si trova nei prati, negli incolti e in genere nei luoghi calpestati. La disposizione della rosetta, appressata al suolo, evita che sia brucata dal bestiame e che sia falciata, questo permette il propagarsi della Pratolina in fitte ed estese colonie, impedendo lo svilupparsi dell'altra vegetazione erbacea. La pratolina può crescere a diverse altitudini tra 0 e 2.000 m s.l.m.

Usi culinari e proprietà fitoterapiche:

Specie commestibile officinale

Costituenti principali: saponina, olio essenziale e grasso, tannini, sostanze amare, inulina, mucillagini e cera.

Antico è l'uso della pratolina nella medicina tradizionale, un unguento era utilizzato già ai tempi delle crociate come rimedio per i traumi e le ecchimosi.

Ritenuta un buon disintossicante, è pianta ad azione cicatrizzante, emolliente, detersiva, diuretica e astringente.

Per uso esterno le foglie fresche, applicate direttamente, venivano usate sin dai tempi antichi come cicatrizzante nel trattamento delle ferite e delle ulcere, per l'acne, eczemi e nelle dermatosi in genere, nelle infiammazioni del cavo orale, per le palpebre arrossate e per schiarire la pelle.

Per uso interno invece, i fiori hanno blanda proprietà lassativa, ma stimolano soprattutto la diuresi e la sudorazione, agendo come disintossicante.

In cucina possono essere utilizzate le foglie raccolte prima della fioritura, in insalata o per le zuppe, i capolini possono essere preparati sott'aceto.

Considerata a volte pianta infestante a causa del suo sviluppo tappezzante, è specie di grande ornamento per i tappeti erbosi.

Storia e tradizioni:

Nel linguaggio dei fiori evoca innocenza, grazia, bontà, ma dice anche "prendo tempo", "ci penserò", è il fiore di chi ama temporeggiare.

Nel medioevo le si attribuivano facoltà profetiche in amore, probabilmente da questo deriva il famoso “m'ama non m'ama”.

Bibliografia e Sitografia:

https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=9267