Viola del pensiero

Nome latino Viola tricolor L.

Nome italiano Viola del pensiero

Descrizione:

Pianta erbacea generalmente annuale o bienne, raramente perenne, assai polimorfa, con portamento rampicante, che raggiunge almeno i 15 cm di altezza, con fiori di 15 mm di diametro.

Foglie picciolate, tutte dentellate al margine, molto variabili; le inferiori con lamina cuoriforme a ovale, le superiori ovate o lanceolate.

Fiorisce da aprile a settembre e i fiori si presentano come due metà specularmente uguali e di vari colori, tra cui viola, blu, giallo o bianco. È ermafrodita e autofertile, con impollinazione da parte delle api o bombi. Può produrre fino a 50 semi alla volta.

Condizioni di crescita e habitat:

La viola del pensiero è originaria dell’Europa e dell’Asia occidentale, dove cresce spontaneamente in prati e campi, preferendo terreni ben drenati e posizioni soleggiate. Questa pianta tollera bene anche i climi freddi, fiorendo in condizioni in cui altre piante non riuscirebbero a prosperare.

Usi culinari e proprietà fitoterapiche:

La viola del pensiero è commestibile e ha proprietà depurative della pelle, diuretiche, tossifughe, espettoranti, emollienti e lassative. È impiegata nelle eruzioni cutanee, nell'acne giovanile, nelle psoriasi, nell'eczema e foruncolosi, nel catarro vescicale e nella tosse canina.

Storia e tradizioni:

Il nome scientifico della pianta si riferisce ai tre colori principali del fiore: viola, giallo e bianco. Queste tonalità hanno ispirato diversi nomi comuni, tra cui “pansy”, che deriva dalla parola francese pensée, ovvero “pensiero”. Questo nome è stato per la prima volta attribuito nel XIX secolo, periodo in cui la viola del pensiero era considerata simbolo di ricordi e affetti.

Nel simbolismo cristiano, questa pianta richiama il mistero della Trinità: i suoi tre petali principali rappresentano le tre persone divine, distinte ma indissolubili.

Bibliografia e Sitografia:

https://www.actaplantarum.org/forum/viewtopic.php?t=135163